flashback
...quand'ero scout (solo per un giorno, ok) ricordo che, al di là dell'insesatezza di ciò che mi stavano spiegando (vedi il primo post), ero terrorizzato da una cosa al di sopra di tutte: dovermi vestire, ogni volta che andavo a divertirmi lì, come un idiota.
Questo pensiero, infantile finchè volete, mi ha accompagnato sempre da allora. Ma è mai possibile? I bambini e i ragazzi di sani princìpi (apro una parentesi: qui non c'è ironia, io ho massimo rispetto per le istituzioni para-ecclesiastiche quando in quartieri e paesi "disagiati" tengono impegnati i ragazzi a far qualcosa di sano e utile....non è questo il punto...) devono davvero vestirsi in divisa per distinguersi dagli altri? Siamo al peggior film di serie C, coi buoni vestiti di bianco e i cattivi in nero? O forse basterebbe ciò che si fa? Chi si frequenta? Che regole di vita si seguono (giuste o sbagliate che siano)?
Questo per quel che riguarda il discorso generale...ma veniamo a me, alla mia visione soggettiva di allora che ancora m'è rimasta: allora dico....pazienza i bambini, e pazienza anche d'estate...ok, vuoi andare in giro in braghette corte di velluto blu e camicia azzurra...ok, va bene, fatti tuoi....Ma io quando vedo questi adulti capi scout a novembre, dicembre...con un freddo cane, tanto che tu te ne stai lì con un cappottone pesante, avvolto da una sciarpa calda, e hai ancora freddo...e loro se ne arrivano (dando l'esempio...poveri bambini!) con le loro braghette corte e il sorriso idiota stampato in volto...Oh...in quei momenti ringrazio di non averli seguiti, davvero.
E nonostante tutto, credo di avere gli stessi loro princìpi, senza quella paresi facciale dovuta sicuramente al freddo che li fa sembrare idioti.
