Talent scout
Cosa mi spinge a scrivere, dopo tanto tempo? E' tutta "colpa" di una bella trasmissione radio, ultimamente la mia preferita, perchè ricca di spunti e suggerimenti, e breve: Dispenser (va in onda tutte le sere alle 20.40 circa su radio2). Ascoltandola, di recente, ho comprato e letto 2 bei romanzi ("L'uccello che girava le viti del mondo" di Haruki Murakami e "Le confessioni di Max Tivoli" di Andrew Sean Greer, quest'ultimo in particolare bellissimo), e (ri)scoperto grandi interpreti musicali. Proprio di una riscoperta vi parlo.
Ecco, ieri sera, ad un certo punto, la recensione di un romanzo è stata abbinata a un pezzo dall'ultimo album degli Afterhours, gruppo milanese che se ancora non ha "sfondato" lo deve principalmente al fatto che fa Rock con la R maiuscola, e questo non vende. Ora....non ricordo il titolo del brano, ma era semplicemente STUPENDO. E ho ripensato a quando comprai il primo loro disco (sì, un vinile)...e al commento del fottuto rivenditore di dischi usati, che facendomelo ascoltare per vedere se non era graffiato o se non saltava (l'ho già detto che era un vinile?), scoprendo che i Nostri interpretavano a loro modo un vecchi pezzo dei Creedence, sentenziò: "Un altro di quei gruppi di merda che rovinano i miti del rock. Per fortuna spariscono in fretta....Lo prendi?". Me ne andai con quello stupendo EP sottobraccio, il cui titolo diceva che i bravi bambini sarebbero finiti all'inferno, e dopo averlo ascoltato migliaia di volte capii che da allora avrei comprato per sempre i dischi degli Afterhours, che allora cantavano ancora in inglese ("finalmente un gruppo italiano che sa scrivere testi inglesi e li sa pronunciare in inglese" sentenziò Rockerilla). Da allora li ho amati, davvero. E penso meriterebbero molto, molto di più.
E vorrei tanto andare da quell'idiota, con l'ultimo CD in mano, e dirgli: "Fortunatamente chi fa buona musica non sparisce, stronzo!"
